
Il concetto di green conditionality indica il principio secondo cui l’accesso a benefici economici pubblici è subordinato al rispetto di requisiti ambientali misurabili e verificabili.
Le green conditionality ha assunto un ruolo centrale nella regolamentazione del mercato energetico europeo e italiano e rappresenta un principio giuridico trasversale all’intersezione fra politiche ambientali europee, disciplina degli aiuti di Stato e regolazione dei mercati energetici.
A livello europeo, il quadro regolatorio è stato definito dalla Commissione con le “Climate, Energy and Environmental Aid Guidelines (CEEAG) 2022”, linee guida per la regolamentazione degli aiuti di Stato nel settore energetico. Queste stabiliscono il principio secondo cui le agevolazioni economiche possono essere concesse alle imprese ad alta intensità energetica solo se accompagnate da impegni ambientali verificabili, in particolare per la riduzione del proprio impatto e del consumo energetico.
Nel contesto italiano, il principio delle green conditionality è stato definito principalmente dal Decreto-Legge 29 settembre 2023, n. 131 e dal Decreto Ministeriale 256/2024 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il Decreto Ministeriale disciplina le modalità operative con cui le imprese energivore possono mantenere le proprie agevolazioni economiche previste dalla normativa e definisce anche le condizioni ambientali specifiche da rispettare per ottenere tali agevolazioni.
Secondo la normativa, le imprese energivore dispongono di tre opzioni per soddisfare le “green conditionality”.
La prima possibilità è operare interventi di efficienza energetica, in particolare seguendo il sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001.
La seconda opzione consiste nell’uso di energia rinnovabile per coprire i propri consumi energetici, dimostrando che almeno il 30% del consumo elettrico proviene da fonti rinnovabili. Questo obiettivo può essere raggiunto tramite diverse modalità operative: autoproduzione di energia da tecnologie e fonti rinnovabili; sviluppo di contratti di lungo termine con produttori di energia rinnovabile; acquisto e successiva cancellazione delle Garanzie di Origine (GO).
La terza opzione prevede che l’impresa investa almeno il 50% dell’agevolazione finanziaria ricevuta in progetti di riduzione delle emissioni.
Il mancato rispetto delle condizionalità scelte può comportare la perdita delle agevolazioni finanziarie sugli oneri di sistema e l’obbligo di restituzione dei benefici economici.
Nell’ambito del quadro regolatorio delle Green Conditionality, le Garanzie di Origine (GO) assumono un ruolo centrale: sono certificati elettronici con valore giuridico che attestano che una determinata quantità di energia, pari a un megawattora, è stata prodotta da fonti rinnovabili (in particolare energia eolica, solare, idroelettrica, biomassa e geotermica).
Il sistema delle Garanzie di Origine consente dunque di definire che l’energia immessa nella rete proviene da fonti rinnovabili e di attribuire formalmente il beneficio ambientale al soggetto specifico che ne rivendica il consumo.
Ogni certificato contiene informazioni standardizzate relative alla fonte energetica, all’impianto di produzione, al periodo di generazione e all’eventuale sostegno pubblico ricevuto.
Affinché una Garanzia di Origine possa essere utilizzata per dimostrare il consumo di energia rinnovabile, è necessario procedere alla cancellazione del certificato dal registro ufficiale, garantendo così che lo stesso certificato non venga utilizzato più volte ed evitando il doppio conteggio.
Secondo quanto previsto dall’articolo 5 del Decreto Ministeriale 256/2024, le imprese energivore devono acquistare, detenere e annullare le GO nel registro del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), responsabile di tutto il ciclo di vita delle GO (emissione, gestione, trasferimento ad altri operatori e cancellazione).
La procedura di cancellazione dei certificati deve essere completata entro il 31 marzo di ogni anno, il mancato rispetto di questa scadenza comporta la perdita delle agevolazioni e l’obbligo di restituzione dei benefici.
Il GSE gestisce il registro elettronico ufficiale delle Garanzie di Origine, denominato Portale GO, attraverso il quale gli operatori possono svolgere tutte le operazioni.
Le negoziazioni delle GO possono invece avvenire tramite il Gestore dei Mercati Energetici (GME) oppure mediante contratti bilaterali tra operatori. Le GO sono gestite anche a livello europeo tramite l’Association of Issuing Bodies (AIB), che si occupa di coordinare i sistemi nazionali e consente il trasferimento delle GO tra i paesi.
Il prezzo delle GO varia in funzione della tecnologia di generazione, del paese di origine e della domanda delle imprese soggette a obblighi di sostenibilità o di reporting ESG.
Gli intermediari di mercato svolgono un ruolo rilevante nel supportare le imprese nella gestione delle Garanzie di Origine. Tra questi operatori, Aither offre servizi di intermediazione e di consulenza strategica lungo l’intero ciclo di vita dei certificati.
Il percorso di consulenza parte dal supporto nell’acquisto e nella vendita delle GO per imprese italiane ed europee, garantendo l’ottimizzazione del timing delle operazioni per ottenere il massimo vantaggio e una gestione della volatilità dei prezzi di mercato.
Aither si occupa di supportare le imprese anche nel monitoraggio e nella cancellazione finale dei certificati, nonché di fornire consulenza sulla strategia generale di sostenibilità dell’impresa, attraverso la redazione di report ESG, affinché l’impresa possa mantenere una reputazione virtuosa dal punto di vista energetico e ambientale e contenere i rischi.
Da questo quadro emerge dunque chiara l’importanza strategica, per le imprese, del rispetto della Green Conditionality e dell’uso delle Garanzie di Origine.
Oltre a mantenere intatte le agevolazioni economiche sugli oneri di sistema, il rispetto della normativa e l’uso motivato delle GO, soprattutto tramite l’aiuto degli intermediari di mercato, contribuiscono a ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia, a ottimizzare le risorse e a creare un vantaggio competitivo sul mercato.
Le politiche di decarbonizzazione e l’uso dell’energia rinnovabile diventano dunque un asset strategico per le imprese, che, grazie alla Green Conditionality, trasformano le agevolazioni finanziarie garantite dal sistema in risultati ambientali e in guadagni economici.
Le Garanzie di Origine si stanno dunque evolvendo verso la direzione di diventare vere e proprie commodities ambientali, con la creazione di un mercato specifico nel quale operano e regole alla base.
Le green conditionality richiede alle imprese energivore di dimostrare impegni ambientali verificabili per mantenere le agevolazioni sugli oneri di sistema.
Le Garanzie di Origine certificano il consumo di energia rinnovabile, evitando il doppio conteggio e assicurando trasparenza.
Il rispetto stesso della compliance normativa diventa per le imprese un asset strategico di guadagno competitivo e la gestione dei certificati consente di ridurre costi, volatilità e rischi di mercato
Il ruolo degli intermediari finanziari è esso stesso vitale per ottimizzare la gestione e gli scambi dei certificati.


